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London Conversation, The Tumbler, Bless The Weather, Inside Out, Sunday's Child (remastered & expanded)

1 Feb 2006
Late For The Sky Vol XV #80
Fabrizio Pezzoli

Con la pubblicazione nel novembre 2005 delle ristampe rimasterizzate dei primi album di John Martyn, quelli del fertile periodo Island, la Universal finalmente recupera e ripropone gli splendidi frutti artistici dei primi anni del cantautore e musicista inglese, aggiungendo alla limpida brillantezza sonora di un'accurata rimasterizzazione digitale una messe di bonus track mai pubblicata prima d'ora.

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Excuse Me Mister

Marco Denti
Buscadero #199

Intervista a John Martyn

Ci sono sognatori che per qualche accidente del destino diventano chitarristi e songwriter e poi scrivono canzoni che sembrano scendere direttamente dalla luna (rosa, possibilmente). Ovvio che sulla terra, e nel mondo del rock'n'roll, hanno una vita difficile, se non impossibile: per loro, abituati ai cicli delle stagioni, a respirare aria pura (solida, forse), a sognare il mare e a cantare canzoni di Skip James, la velocità e le assurdità del ventesimo secolo devono essere sembrate dei mostri, degli errori universali. Così, se ne sono andati: l'elenco è lungo e meritevole di altro spazio, ma parte da Nick Drake e arriva a Jeff Buckley: spiriti troppo pieni di poesia per un mondo di chiacchiere.

John Martyn, Ritorno Dopo La Tempesta

[Gabriela Ferraris]
La Stampa

Stasera il musicista inglese al «Folk Club»

John Martyn, ritorno dopo la tempesta

Un grande del folk rock: John Martyn è senza dubbio uno degli artisti di maggior pesa fra quanti il «Folk Club» schiera in questa sua undicesima stagione. Leggenda negli Anni Settanta, alternativa europea a Bob Dylan, il musicista inglese arriva stasera sul palco di via Perrone 3 bis (ore 21:15) con un nuovo album («The Church With One Bell») dopo tre anni di silenzio, rèduce da una cura disintossicante che ha definitivamente restituito ai fans un artista che sembrava perduto.

John Martyn | Un Mito Del Folk Rock

Riccardo Bertoncelli
La Stampa

John Martyn

Un mito del folk rock

POCHI sanno che John Martyn (in concerto con la sua band al Folk Club, via Perrone 3 bis, sabato 5 alle 21:30, info 011/537.636) è un nome d'arte e che questo signore scozzese ormai cinquantenne si chiama all'anagrafe Iain McGeachy. In realtà il problema è «più a monte». Pochi sanno chi è John 'Martyn «tout court», perché non bastano trent'anni di onorata carriera e la stima della critica per fare una celebrità. Al massimo nasce un «culto», ed è giusto il caso. John Martyn è un venerato minore, un grande outsider, come il suo amico e coetaneo Richard Thompson e altri britannici di gusto raffinato che vedono da lontano le classifiche e quasi mai la Tv ma sono il sale di quella scena. Chi non li conosce, in due parole, si perde qualcosa.

Codevilla, Suona John Martyn

Anonymous
La Stampa

CODEVILLA, SUONA JOHN MARTYN

CODEVILLA. Alla soglia dei cinquant'anni John Martyn non ha ancora perso il gusto di suonare: il chitarrista inglese che si merita un posto nella storia del rock si esibisce stasera, alle 22:30, al Thunder Road accompagnato dalla sua Electric Band. Per Martyn si tratta di un ritorno in Italia, a quindici anni di distanza dal suo precedente concerto: pochissime le date che il suo tour europeo prevede nel nostro Paese.

Il Verificatore

Director: 
Stefano Incerti
1 Sep 1995

pic

Lonely fat man goes off the deep end in Italian tragedy set in Naples.

John has two songs on the score:
Lonely Love and Never Let Me Go.
Peter Gordon did the other three tracks.

Film also known as The Gas Inspector/ The Meter Reader.

Credits: 
Director: Stefano Incerti
Cast: Franco Angrisano, Roberto De Francesco

Grave Martyn

Anonymous
La Stampa

FOLKCLUB

GRAVE MARTYN

Salta il concerto per un infarto

Il secondo appuntamento della stagione al «Folk Club» in via Perrone è saltato all'ultimo momento. Sabato 8 ottobre, era infatti atteso John Martyn, il fuoriclasse inglese. Ma martedì scorso è stato colpito da infarto. Sembra non sia grave, ma per ora è ricoverato all'ospedale di Birmingham e ne avrà per chissà quanto. Il fatto è che, insieme alla data torinese, sono saltati la bellezza di quaranta concerti già fissati in tutta Europa.

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